DAL 12 novembre
ORARI DA DEFINIRE
Cary Joji Fukunaga
Un film di Cary Joji Fukunaga. Con Daniel Craig, Léa Seydoux, Ralph Fiennes, Naomie Harris, Ben Whishaw, Rory Kinnear.
Titolo originale No time to die. Avventura, Azione, Thriller, durata 163 min, colore - USA, Gran Bretagna, 2020 - Universal Pictures.
No time to die locandina

No time to die. Ancora una volta Daniel Craig indossa lo smoking su misura di James Bond e si cala nel suo ruolo più famoso quello dell’agente segreto di Sua Maestà per affrontare nel film No Time to Die un avversario terribile (Rami Malek) che minaccia il mondo intero. Insomma siamo davanti alla sfida classica tra 007 e il supercattivo di turno in una partita a scacchi che vede come campo di gioco alcuni dei luoghi più suggestivi del pianeta. Ma in realtà No Time to Die, che vanta la regia Cary Joji Fukunaka, è molto più di questo.

La lavorazione di quest’ultimo capitolo della saga di 007 non è stata facile visto che in principio la regia era stata affidata al premio Oscar Danny Boyle, che avrebbe dovuto curare la sceneggiatura insieme al suo storico collaboratore John Hodge. Senza contare che a lungo si è dibattuto se Daniel Craig dovesse ancora una volta – per raggiunti limiti di età – rinunciare alla licenza di uccidere.

Venticinquesimo film dedicato all’iconico personaggio ideato dalla penna di Ian Fleming e quinto episodio della saga che vede nei panni di 007 proprio Daniel Craig, No Time to Die ci mostra in realtà un agente segreto oramai in pensione. James Bond infatti dopo l’avventura che il pubblico conosce come Spectre si è ritirato in Giamaica per vivere con la sua amata Madeleine Swann che ha il volto della bellissima attrice francese Lea Seydoux. A richiamarlo all’azione non è l’MI6, ma l’amico della Cia, Felix Leiter, l’attore Jeffrey Wright, che abbiamo visto in questo ruolo anche in Casino Royale e in Quantum of Solace. Ma dietro la scomparsa di uno scienziato si nasconde un complotto mortale.

Nel 2006, quando affrontò per la prima volta il ruolo di James Bond, Daniel Craig non ancora quarantenne, in principio suscitò qualche perplessità. Era considerato poco elegante e molto lontano dagli attori che in passato avevano rivestito quella parte. Ma appunto su una virilità arrogante ed una fisicità estrema l’attore inglese costruì il suo Bond suscitando l’entusiasmo sia del pubblico, sia della critica. Tanto che i suoi 007 sono stati un enorme successo al botteghino.

Altro elemento vincente fu l’inserimento di alcune sottotrame che superavano il singolo film e accompagnavano il personaggio nelle sue avventure estreme. Così non stupì nessuno quando Bond e quindi Craig sembrava pronto a lasciare la partita a braccetto della Seydoux dopo Spectre. Una scelta avvalorata da alcune affermazioni perentorie dell’attore. Poi quest’ultimo ballo che giustamente ce lo mostra in pensione all’inizio.